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Visualizzazione dei post con l'etichetta isolamento sociale volontario

Hikikomori: quanta colpa hanno i genitori?

Tra le concause alla base del fenomeno degli hikikomori dobbiamo necessariamente prendere in considerazione anche il cambiamento delle aspettative genitoriali sulla prole. La nascita di un figlio non è mai stato accolto come un evento banale o irrilevante, ma complici diversi fattori, tra cui la numerosità delle famiglie del passato, l’alta mortalità infantile e le concrete preoccupazioni circa la sostenibilità economica che una nuova vita comportava, i genitori ponevano inconsciamente e pragmaticamente minori attenzione sul nuovo arrivato. Losing You - LY. Il contesto all’interno del quale viene al mondo un figlio oggi, nella società del benessere e dalla realizzazione sociale, è completamente diverso. Nulla o quasi viene lasciato al caso: i genitori spesso programmano il periodo della vita nel quale generare e predispongono ogni risorsa affinché il nascituro possa essere messo nelle migliori condizioni possibili per crescere sano e felice. Non vi è nulla di male in...

Hikikomori: una nuova etichetta diagnostica?

L'hikikomori, a oggi, non è ancora stato riconosciuto ufficialmente, né in Giappone né dalla comunità scientifica internazionale, come una psicopatologia. Anche nel mio libro ho dedicato un capitolo su questa spinosa questione, spiegando perché l'isolato sociale volontario non sembri essere sempre e necessariamente depresso, fobico sociale, dipendente da internet o, peggio, affetto da psicosi. Eppure molto di frequente diverse di queste problematiche si associano alla condizione di ritiro. "Ma se l'hikikomori non è una psicopatologia, allora che cos'è?" In questo articolo voglio tornare sulla questione e provare a proporre un diverso approccio al problema. Si tratta evidentemente di un tema molto articolato che non può essere risolto in poche righe. Qui esprimerò, semplicemente e in sintesi, quello che è il mio personale punto di vista. Losing You - LY. Disagio adattivo di origine sociale "L’hikikomori è una pulsione all'isolame...

Gli isolati sociali over 40 in Giappone sono più di 600 mila

Il Governo giapponese l'aveva annunciata da tempo e finalmente sono stati pubblicati i risultati della ricerca sugli hikikomori over 40. Nel precedente sondaggio del 2017, infatti, ci si era concentrati esclusivamente sulla fascia di età che andava dai 15 ai 39 anni, identificando ben 541.000 ritirati sociali. Ebbene, chi sperava in un numero inferiore purtroppo rimarrà deluso perché gli isolati tra i 40 e i 64 nel paese nipponico sono addirittura più dei giovani e toccano la cifra record di 613.000 casi, con i maschi che rappresentano quasi l'80% del totale (fonte "The Japan Times") . Sommando i numeri emersi dalle due indagini, dunque, si supera abbondantemente il milione di hikikomori. Andiamo a vedere nel dettaglio cosa ci dice questo importantissimo studio e proviamo a fare delle riflessioni in merito. Losing You Alla ricerca hanno partecipato 3.248 persone, delle quali quarantasette sono risultate avere delle caratteristiche riconducibili alla d...

Come approcciare un hikikomori: buone prassi e comportamenti da evitare

Avere a che fare con un hikikomori rappresenta una compito delicato per chiunque , si tratti di un genitore, di un insegnante, di un amico o di uno psicologo, dal momento che ci si trova a doversi relazionare con persone profondamente negative, sfiduciate e disilluse nei confronti dei rapporti interpersonali. Per non essere respinti bisogna cercare di aggirare le barriere che hanno eretto nei confronti del mondo sociale , evitando qualsiasi tipo di forzatura o atteggiamento supponente, ma ponendosi come degli interlocutori umili, empatici e non giudicanti. In questo post ho voluto provare a riassumere i comportamenti che, sulla base della mia esperienza, si sono rivelati propedeutici a raggiungere dei risultati positivi e quelli che, al contrario, tendono a generare nell'hikikomori ulteriore chiusura e possono, talvolta, aggravarne la condizione di isolamento. Comportamenti consigliati 1. Riconoscerne la sofferenza Anche se la scelta di un hikikomori può sembrare ...

La paura di essere giudicati è un "inganno mentale"

Ho sempre indicato la pressione di realizzazione sociale come la causa madre dell'hikikomori , l'unico fattore trasversale in tutti i casi di isolamento volontario. Eppure, tale pressione, non è altro che il combustibile. Il fuoco, l'emozione dominante, è la paura. Losing You - LY. La paura di fallire, la paura di essere giudicati per i propri insuccessi, per le proprie mancanze. La paura di non essere all'altezza delle aspettative altrui, ma non solo, anche delle nostre. La paura di non riuscire a sfruttare le proprie potenzialità, la paura di non riuscire a raggiungere quello che è il nostro sé idealizzato. Gli hikikomori sono spesso ragazzi molto brillanti e fin da bambini sono abituati a ricevere attenzioni e complimenti per le proprie capacità, costruendo, in questo modo, un'identità di sé corrispondente ai feedback ricevuti.  Se, per qualsiasi motivo, il gap tra quello che è il proprio sé ideale e la realtà diventa troppo ampio, la ...

Identikit dell'hikikomori tipo: maschio, sensibile e negativo verso la società

L'hikikomori è un fenomeno particolarmente complesso e variegato, che può riguardare potenzialmente tutti, senza limiti di sesso, età o estrazione sociale.   Allo stesso tempo, però, è innegabile che ci siano delle caratteristiche che ricorrono più frequentemente di altre. In questo post cercheremo di capire quali sono e perché rappresentano dei fattori di rischio. Losing You - LY Maschio Secondo i dati giapponesi gli hikikomori sarebbero per il 90% di sesso maschile. In Italia, questa proporzione sembra essere meno netta , con una percentuale di donne molto più ampia del 10%. Resta il fatto, però, che anche nel nostro paese i ragazzi e gli adulti in isolamento sociale volontario siano per la maggioranza uomini. A cosa è dovuto questo squilibrio? Un'ipotesi è che sui maschi la pressione di realizzazione sociale, ovvero la causa madre dell'hikikomori,  sia culturalmente più forte. In altre parole, questo significa che sui figli di sesso maschile ci ...

Le quattro tipologie di hikikomori: alternativo, reazionale, dimissionario e a crisalide

L' hikikomori è un fenomeno di non facile comprensione, anche e soprattutto perché le cause e le motivazioni che possono portare alla scelta dell'isolamento sono diverse, numerose e spesso peculiari.  Generalizzare quando si parla di questo tema è infatti sempre difficile e va fatto con grande cautela. Maïa Fansten, sociologa francese  che da anni ormai si occupa di isolamento sociale, ha provato a proporre una prima classificazione delle diverse tipologie di hikikomori, prendendo come riferimento proprio le differenti motivazioni che possono trovarsi alla base della scelta del ritiro. Partendo da alcune brevi citazioni, proverò a interpretare, sviluppare e arricchire il suo pensiero. Losing You - LY Ritiro alternativo Definito da Maïa Fansten come "un modo per evitare l'adolescenza normata e crescere in modo diverso" , questa tipologia di hikikomori decide di isolarsi perché non accetta di adeguarsi alle dinamiche tipiche dell'esistenza mode...

Hikikomori e depressione esistenziale: riflessione sui possibili legami

Ho ribadito più volte che l'isolamento di un hikikomori non è semplicemente la conseguenza di uno stato depressivo, perché se così fosse, non avrebbe senso utilizzare un nuovo termine per una patologia (perché la depressione è una patologia, a differenza dell'hikikomori ) che è ampiamente conosciuta già da diverso tempo. L'hikikomori è una pulsione all'isolamento sociale che può avere numerose concause (familiari, sociali, scolastiche, ecc.), ma che origina sostanzialmente da una propria valutazione personale della realtà e dell'ambiente circostante: l'hikikomori è un rifiuto cosciente di far parte della società. Losing You - LY Fatta questa premessa, è possibile ipotizzare che l'isolamento di un hikikomori sia, almeno in parte, il risultato di una "depressione esistenziale" , che il prof. Lodovico Berra, psichiatra e psicoterapeuta, definisce come: "[...] una modalità depressiva non patologica, priva di cause organiche e...