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Visualizzazione dei post da 2023

Hikikomori: perché può essere definito come un "ritiro sociale volontario cronico giovanile"

  A oggi non esiste una definizione univoca e universalmente accettata di cosa effettivamente s'intenda con il termine " hikikomori ". In molti lo chiamano semplicemente "isolamento sociale", ma è evidente che tale definizione non sia in grado di rappresentare a pieno le caratteristiche peculiari di questa nuova e diffusissima dinamica psicosociale. Sì, perché "isolamento sociale" può essere anche quello degli anziani o di una persona con un disturbo psicotico grave; condizioni che però non hanno nulla a che vedere con l'hikikomori. Dopo anni di ricerca e di studio del fenomeno, sono giunto alla conclusione che i termini che meglio lo descrivono sono in particolare cinque, ovvero "ritiro sociale volontario cronico giovanile". Ognuno di questi ha una sua importanza fondamentale. Ritiro sociale L'isolamento sociale può essere considerato il sintomo più caratteristico della condizione hikikomori. Il soggetto infatti tende a nascondersi

450€ al mese ai giovani hikikomori: l'iniziativa del governo sudcoreano

  Dopo il Giappone, anche la Corea del Sud ha previsto un supporto economico per gli hikikomori , solo però per chi rientra nella fascia d'età   tra i 9 e i 24 anni. La cifra prevista sarà pari a 650mila Won al mese (che al cambio attuale corrispondono a circa 450€).   L'iniziativa è partita dal Ministero dell'Uguaglianza di Genere e della Famiglia , alla luce dei dati allarmanti sul fenomeno del ritiro sociale volontario cronico nel paese, riportati dal  Korea Institute for Health and Social Affairs,  che ha stimato circa 338mila casi di hikikomori nella fascia d'età che va dai 19 ai 39 anni (circa il 3% del totale), con il 40% che ha iniziato l'isolamento già durante l'adolescenza.  I dettagli della misura L'indennizzo previsto per gli hikikomori rientra in una legge più ampia finalizzata ad aiutare i giovani, in particolare quelli in una condizione di difficoltà, per esempio chi non ha un tutore o chi è a rischio (cito testualmente) di "delinquenza

Nuovo sondaggio sugli hikikomori in Giappone: sono 1,5 milioni! E in Italia?

  In Giappone ci sono circa 1,5 milioni di hikikomori: questo il dato emerso dall'ultimo sondaggio nazionale condotto nel novembre 2022 dal governo giapponese. I numeri sono in aumento rispetto alle rilevazioni precedenti e la causa sembra essere soprattutto legata al  Covid-19 : circa un quinto dei partecipanti allo studio infatti ha dichiarato che il proprio isolamento è stato determinato da alterazioni nello stile di vita riconducibili direttamente o indirettamente alla pandemia.  Partendo da questo nuovo e sconcertante dato, nel presente articolo cercheremo di fare alcune riflessioni sull'evoluzione del fenomeno degli hikikomori, sia in Giappone che in Italia, anche alla luce dei nuovi dati relativi al nostro paese emersi dallo studio del CNR e da quello dell' Istituto Superiore di Sanità. Gli studi quantitativi giapponesi L'interesse ufficiale del governo giapponese per l'h ikikomori parte nel 2013, quando viene pubblicato il primo studio qualitativo in cui

Ci sono davvero oltre 50 mila hikikomori adolescenti in Italia? Analisi critica dello studio del CNR

Lo scorso 2 marzo 2023 sono stati comunicati i risultati del primo grande studio quantitativo sul fenomeno degli hikikomori in Italia (lo trovate a questo link ). La ricerca è stata condotta dal CNR IFC Istituto di Fisiologia Clinica, in collaborazione con l'Associazione Gruppo Abele Onlus di Torino. Come strumento di raccolta dati è stato utilizzato il questionario ESPAD®Italia 2021, che da molti anni ormai analizza i consumi psicoattivi (alcol, tabacco, ecc.) e altri comportamenti a rischio degli studenti delle scuole superiori tra i 15 e i 19 anni.  In questo articolo metteremo in evidenza quelli che sono i dati più interessanti emersi dallo studio del CNR, ma anche quelli che sono i numerosi limiti che abbiamo rilevato.  La possibile sovrapposizione con la dispersione scolastica   "L’81,6% dei Dirigenti rispondenti al questionario, ha affermato che, nell’anno scolastico 2020-2021 vi è stato almeno uno studente della scuola coinvolto nel fenomeno della dispersione scolast