Passa ai contenuti principali

Hikikomori e Dipendenza da Internet: non confondiamoli!

Sempre più spesso l'hikikomori viene confuso con la dipendenza da Internet. Ho riscontrato questo errore in tantissimi articoli comparsi sul web, anche su testate prestigiose.

Eccone alcuni:

Tutti esempi di cattiva informazione e in questo post cercherò di spiegare perché.




Per quanto riguarda gli hikikomori giapponesi, è importante precisare che solo una minoranza di loro utilizza internet. Secondo quanto riportato da Carla Ricci in "Hikikomori: adolescenti in volontaria reclusione" solamente il 30%. Dato confermato successivamente anche in sua questa intervista rilasciata per noi in esclusiva.

Inoltre, utilizzare internet non significa necessariamente sviluppare con esso una relazione di dipendenza. La maggior parte degli hikikomori utilizza questo strumento come passatempo o come semplice mezzo di evasione.

Da un certo punto di vista, internet rappresenta un vantaggio per gli hikikomori perché permette loro di mantenere delle relazioni (seppur virtuali) con altre persone. Infatti, gli hikikomori che scelgono di non usare internet vivono in uno stato di isolamento totale.


Perché molti hikikomori non usano internet?

Isolandosi nella propria stanza l'hikikomori vuole allontanarsi da tutte quelle dinamiche che dominano il mondo sociale al di fuori della propria abitazione. Dunque, anche l'utilizzo di chat, forum e social network rappresenta comunque un contatto con il mondo esterno e per molti hikikomori ciò comporta un'enorme difficoltà.

Inoltre, è importante sottolineare che il fenomeno degli hikikomori nasce in modo completamente autonomo rispetto allo sviluppo delle nuove tecnologie. Infatti, negli anni 80', quando il fenomeno degli hikikomori esplose in Giappone, il computer e internet non facevano ancora parte della nostra vita quotidiana.


Se hikikomori e dipendenza da Internet fossero la stessa cosa, sarebbe stato davvero necessario coniare un nuovo termine?

Questa è la domanda che vorrei porre a tutti coloro che incautamente continuano a riferirsi agli hikikomori come a ragazzi affetti da Internet Addiction. Se fosse veramente così, il termine "hikikomori" sarebbe completamente ridondante e non avrebbe motivo di esistere.

In Italia, a causa della cattiva informazione, la parola "hikikomori" rischia di diventare un sinonimo di "Dipendenza da Internet" e perdere così completamente le sue peculiarità e il suo significato originale.


Quali sono i legami tra hikikomori e Dipendenza da Internet?

Hikikomori e Dipendenza da Internet sono due cose diverse. Questo non esclude però che le due condizioni possano in qualche modo sovrapporsi e favorirsi a vicenda.

È infatti vero che lo stato di isolamento spinge l'hikikomori a rifugiarsi nella rete e a utilizzarla come unico mezzo di contatto con il mondo esterno. In questo caso, tuttavia, l'uso di internet rappresenta una conseguenza e non una causa dell'isolamento. Infatti, anche se con il tempo un hikikomori dovesse diventare dipendente da internet, ciò non significherebbe che il suo isolamento sia originato da tale dipendenza.

Al contrario, quando è l'abuso di internet che spinge l'individuo verso un graduale allontanamento dalla società si DEVE parlare di "dipendenza da internet" e non di hikikomori.

La differenza è sostanziale.

Psicologo, presidente fondatore Hikikomori Italia
marco.crepaldi@hikikomoriitalia.it

Post popolari in questo blog

Come si aiuta chi non vuole essere aiutato?

Molti hikikomori ritengono di non avere alcun problema e ripetono di voler essere lasciati in pace. Questo atteggiamento di rifiuto porta inevitabilmente a continui conflitti con i genitori che, invece, vorrebbero vedere il figlio condurre una vita diversa, una vita "come quella dei coetanei". I genitori più determinati, dopo lunghe battaglie, riescono a convincere i figli a recarsi da uno psicologo, ma i percorsi psicoterapeutici possono rivelarsi inconcludenti quando non vi è una reale motivazione intrinseca da parte degli hikikomori a cambiare il proprio stato. Spesso, chi accetta di essere seguito da un professionista lo fa solamente per "fare contenti gli altri" e per far cessare le pressioni dei famigliari. Losing You - LY "Io sto bene, perché volete costringermi a fare una vita diversa?" Questa è una delle principali obiezioni che potrebbe avanzare un hikikomori. E non è necessariamente una bugia. In quel momento potrebbe davvero se...

Come approcciare un hikikomori: buone prassi e comportamenti da evitare

Avere a che fare con un hikikomori rappresenta una compito delicato per chiunque , si tratti di un genitore, di un insegnante, di un amico o di uno psicologo, dal momento che ci si trova a doversi relazionare con persone profondamente negative, sfiduciate e disilluse nei confronti dei rapporti interpersonali. Per non essere respinti bisogna cercare di aggirare le barriere che hanno eretto nei confronti del mondo sociale , evitando qualsiasi tipo di forzatura o atteggiamento supponente, ma ponendosi come degli interlocutori umili, empatici e non giudicanti. In questo post ho voluto provare a riassumere i comportamenti che, sulla base della mia esperienza, si sono rivelati propedeutici a raggiungere dei risultati positivi e quelli che, al contrario, tendono a generare nell'hikikomori ulteriore chiusura e possono, talvolta, aggravarne la condizione di isolamento. Comportamenti consigliati 1. Riconoscerne la sofferenza Anche se la scelta di un hikikomori può sembrare ...

Il 10% degli adolescenti italiani è hikikomori? Analizziamo l'ultimo studio del CNR

Secondo un recente  studio , pubblicato su Nature nel gennaio 2025, il 10% degli adolescenti italiani si troverebbe in una condizione di estremo ritiro sociale , sovrapponibile a quella degli  hikikomori . Ma è davvero così? Il dubbio è legittimo, anche perché ad occuparsi della ricerca è stato ancora una volta il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) , che già in passato aveva pubblicato uno studio sull'isolamento sociale giovanile ricco di criticità, frutto verosimilmente di una scarsa conoscenza del fenomeno. Andiamo allora a vedere insieme i punti chiave di questo nuovo studio per capire meglio quali aspetti sono emersi. Il campione dello studio Lo studio ha come principale obiettivo quello di comprendere quanto e come il lockdown del Covid-19 abbia impattato sulle attitudini sociali degli adolescenti italiani di età compresa tra i 14 e i 19 anni. Già da questo primo dato anagrafico capiamo subito come il campione si concentri su una fase evolutiva...