martedì 19 febbraio 2013

Servizio sugli hikikomori al Tg2: "In Italia solo 50 casi"


L'interesse per l'hikikomori sta lentamente arrivando anche in Italia. Ecco il servizio mandato in onda dal Tg2:




Questa è attualmente l'unica notizia comparsa in un telegiornale italiano sull'argomento. Una prima domanda allora sorge spontanea: ma se in Giappone questo fenomeno colpisce più di un milione di ragazzi, perché in Italia non lo conosce nessuno (o quasi)?

Forse perché la nostra cultura, estremamente diversa da quella giapponese, fa sì che i disagi adolescenziali vengano manifestati in modi diversi dall'hikikomori. Ma se è vero che in Italia la sindrome è ancora agli inizi, è anche vero che non possiamo chiudere gli occhi e far finta che non esista.

Io credo che presto o tardi l'hikikomori esploderà in ogni paese industrializzato, e non è una previsione pessimistica, ma l'inevitabile corso degli eventi. Sì, perché una serie di concomitanze sembrano favorire questo fenomeno:

  • la diminuzione della natalità: la crescita di famiglie con un solo figlio fa si che il bambino cresca sempre più spesso senza l'appoggio relazionale e umano di un fratello (maggiore o minore che sia) e, non di meno, crescono le possibilità che egli abbia una camera da letto tutta per sé nella quale isolarsi;
  • la diffusione delle nuove tecnologie: dalla tv a internet, tanti nuovi strumenti per avere contatti con il mondo esterno senza doversi muovere dal proprio "rifugio";
  • il benessere economico: i ragazzi di oggi spesso non sono costretti a cercarsi un lavoro, la famiglia è in grado di mantenerli e questi possono perdere il senso dell'auotosufficienza, rimanendo a carico dei genitori il più possibile;
  • le difficoltà sociali: se alle tre componenti sopra citate aggiungiamo che il mondo di oggi è sempre più duro e frenetico, ci accorgiamo che ragazzi con difficoltà relazionali o problemi scolastici si trovano di fronte ad una scelta, quella di vivere "al sicuro" della propria stanza o affrontare i propri limiti. Purtroppo a volte la paura ha il sopravvento;

Quindi la domanda che vi pongo è: l'hikikomori non ci riguarda? Sono davvero solo 50 casi in tutta Italia? Io non credo, ma anche ammettendo che fosse così, che attualmente l'hikikomori sia solo un problema Giapponese (le cui condizioni socio-culturali ne consentono maggiormente il proliferare) dobbiamo chiederci se in Italia e in Europa la sindrome non sia già presente, magari celata nell'ombra, come quegli stessi ragazzi che affligge, pronta ad esplodere, cogliendoci impreparati.


13 commenti:

  1. (1)
    Ciao, sono Junkyo, ho letto il tuo blog e mi è piaciuto tutto ciò che hai scritto.
    Non credo proprio che ci siano solo 50 casi in Italia e lo dimostra il fatto che ci sono qui io a confermarlo. Nessuno mi ha mai chiesto se sono una hikikomori, però se qualcuno ora me lo chiedesse risponderei: sì. O meglio, lo sono stata.
    Come hai detto tu l'Italia e il Giappone hanno due culture totalmente diverse, quindi credo che sia quasi impossibile che un hikikomri italiano raggiunga gli stessi livelli di un hikikomori giapponese.
    Il mio per la verità è stato un periodo breve. Ma è bastato per stravolgermi completamente la vita e condannarmi per sempre.
    Fin da piccola ho avuto un carattere debole e gli altri si sono sempre approfittati della mia timidezza. Ho iniziato ha chiudermi nella mia stanza a 14 anni, quando nella nuova scuola superiore sono stata vittima di bullismo. Già dopo poche settimane ho iniziato a mentire ai miei, trovavo qualsiasi scusa per non uscire la mattina e tornare in quella classe.
    Per un po' di tempo non sono più andata a scuola. Ho perso quasi tutte le mie amicizie perchè avevo il TERRORE di uscire di casa, non mi sentivo più all'altezza di niente e di nessuno. Avevo paura di uscire e farmi vedere dai miei coetanei. Non volevo parlare più con nessuno. Ero disperata, ero arrabbiata con me stessa per essere così patetica. Così ho iniziato a punirmi, ferendomi il corpo. Pensavo seriamente al suicidio. E' stato il periodo più brutto della mia vita.
    Mio padre lavorava tutto il giorno, lo vedevo solo la sera e non ci parlavo mai. Con mio fratello maggiore non scambiavo una parola, poi si è trasferito in una scuola più lontana, quindi lo vedevo raramente. Mia madre è passata da uno stato ossessivo ad uno stato di menefreghismo totale.
    Così mi sono trovata completamente sola. I miei non mi aiutavano, anzi, mi accusavano di essere un'asociale, e questo mi faceva morire. Un dolore atroce. Sapevo di essere diversa dagli altri e me ne facevo una colpa.
    Poi ho cambiato scuola e le cose sono un po' migliorate. Ma le cicatrici non si sono più rimarginate. E anche adesso che ho 18 anni e sono "guarita", continuano a sanguinare.
    Ho ancora quelle sensazioni di forte disagio e di inadeguatezza quando mi torvo all'aria aperta o davanti a tante persone. Sento ancora quell'ansia soffocante che mi assale di colpo e mi fa andare nel panico. Ho ancora qualche problema a parlare tranquillamente con le persone.

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    1. (2)
      E' vero che internet è diventato il mio rifugio, la mia consolazione, uno strumento che mi ha consentito di stare in contatto con il mondo comodamente rinchiusa nella mia camera al sicuro. Ma è anche vero che mi ha aiutata a uscire da quell'incubo. Non dico che ci sia una cura per gli hikikomori, però io, lentamente sono riuscita a riemergere. Sarebbe complicato spiegare come, perchè si tratta di una cosa davvero assurda.
      Posso dire che è stata durissima perchè ho dovuto fare tutto da sola. Nessuno mi ha mai aiutato.
      Gli hikikomori in Italia ci sono. La cosa preoccupante è che gli italiani non lo sanno e nemmeno gli hikikomori stessi, in certi casi. Io non sapevo cosa fosse un hikikomori fino a pochi mesi fa. Eppure lo ero e nessuno me l'ha mai detto.
      E' stata una piacevole scoperta questo blog. Spero di leggere altri tuoi post perchè sono davvero interessanti e scusa per il mio commento lunghissimo!
      Ho visto che non hai ancora parlato di New Start. Per caso sai dirmi qualcosa al riguardo? Ho letto in giro che era stata aperta una casa in Toscana che è poi stata chiusa, e di un progetto a Roma di mandare italiani volontari in Giappone per aiutare gli hikikomori. Sto studiando il giapponese e la cosa che voglio di più al mondo ora è levare le tende da questo Paese per dare una mano a questi ragazzi visto che io sono riuscita a uscirne e penso di poter essere utile vista la mia esperienza di hikikomori. Mi piacerebbe essere una di quelle "sorelle in prestito". Purtroppo non so chi contattare e speravo che tu potessi darmi una mano.
      Grazie ancora per il tuo utilissimo blog, spero che altri hikikomori italiani lo leggano e scrivano qui delle loro esperienze.
      Continuerò a seguirti!
      Ciao!
      Junkyo

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    2. Ciao Junkyo, innanzitutto grazie per i commenti positivi sul blog, mi hanno fatto davvero piacere.
      Ho letto la tua storia con molta attenzione e me ne ha ricordate moltissime altre che ho letto durante i miei studi. I tratti caratteriali (come la timidezza), l'aver subito atti di bullismo, l'assenza del padre e le attenzioni ossessive da parte della madre sono tutte caratteristiche riconducibili all'hikikomori (nella sua manifestazione tipica giapponese).
      Non dev'essere stato facile riuscire ad uscirne con le sole proprie forze. Le cicatrici rimarranno, ciò è inevitabile, potrai anche avere la paura di una ricaduta, ma ora sai che con la forza di volontà sei in grado di tirartene fuori, e questa è la cosa più importante.

      Per quanto riguarda la New Start, è vero, non ne ho ancora parlato. Vista la tua richiesta cercherò di fare un post nei prossimi giorni.
      Di centri hikikomori in Italia ne ho sentito parlare davvero ben poco. So di una cooperativa sociale a Milano (ecco il link se ti interessa: http://www.centro-hikikomori.it/), ma per il resto sono poco informato sull'argomento.
      Anch'io ho provato a studiare giapponese, ma è davvero tosto. Si tratta di una lingua così diversa dalla nostra, inscindibilmente legata alla cultura a cui appartiene. Ci vuole tanta forza di volontà, spero riuscirai nell'impresa.
      Buona fortuna anche per questo.
      Spero di catturare nuovamente il tuo interesse con i prossimi post.
      Per qualsiasi domanda o curiosità non esitare a contattarmi.
      Ciao! A presto.
      Marco.

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  2. Ciao Marco, grazie mille per la risposta e soprattutto per il sito, non lo conoscevo! L'ho letto e l'ho trovato davvero molto interessante!
    Aspetterò con ansia i tuoi prossimi post!
    Grazie ancora!
    Junkyo

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  3. hahahahahha solo 50 casi si certo! hahah il solito PATETICO tentativo di depistaggio della televisione italiana che ci vuole far credere tutti belli felici e contenti ricchi e famosi come angelina jolì hahahah e se non lo sei sei una merda! saranno almeno mezzo milione sicuramente o i casi simil-hikikomori ariveranno almeno a 2 milioni, chi è brutto in italia è gia autorecluso. fidatevi. in giappone secondo me sono pure 10 milioni va!! invece ripeto qui da noi saranno 2 milioni le persone che vivono ai margini, che odiano le mode di questo paese insulso, di finti ricchi coi soldi della mamma, di bulli tamarri dementi e che sognano l'inghilterra e vivono di musica e di meno di 10 amici e na mezza fidanzata neanche, magari laureandi o lavorano alle poste, tabaccaio, strappano biglietti al cinema, taxisti come deniro in quel film e il sabato sera san nemmen che cosa sia. io lo sono in manera involontaria (problemi vari non per colpa mia) ma lo sono proprio COMPLETAMENTE anche peggio di quei ragazzi che si vedono qui: http://www.youtube.com/watch?v=0RooegHMXFg anzi loro stanno ancora bene e onestamente non so che fine faro' è un destino assurdo le mie giornate sono alienazione pura, sembra di stare dentro a un sogno, unico riferimento il prossimo gran premio di formula 1, la tv la odio e da 2 anni non trovo piu la forza di guardare film, ascoltare musica da almeno 7-8 preferirei essere a tokyo almeno di notte me ne andrei in giro invece no. non posso. e personalmente non avendo avuto la forza di studiare non potrei nemmeno fuggire all'estero perchè di fare lavori manuali non se ne parla proprio! quindi credo che sarei hikikomori comunque. o forse avrei aperto un locale a londra, berlino, o alle canarie.. ma se hai sfiga fallisci e ti tocca tornare a casa. e il 90% torna a casa ancora piu abbattuto! ma ora no non posso neanche col rischio di fallire non vivo bene il mio fisico per il resto non si puo' vivere in una realta' come quella italiana dove i genitori ti ignorano e sono sempre scazzati sempre di ceto medio o morti di fame con 2 figli a carico che gli urlano contro e solitamente ti tocca 1 ora di autobus di mattina (io per arrivare in orario mi toccava 1 ora e 20 svegliandomi alle 5:45 UN DELIRIO) e se vivi, vivi in paesini micro da 7000 abitanti.. sempre popolati da dementi, mentalmente chiusi e arretrati incapaci di ascoltarsi un solo disco dei beatles e dove se te la fai addosso sarai per sempre chiamato "piscione!!" "piscione!!" tutti in coro... che tristezza (che glene frega se mi sono pisciato addosso?? mah!! lo san solo loro) e proprio come diceva pavely "ve lo dico io state tranqulli! perchè hikikomori è un traguardo, è la nuova frontiera" in effetti una volta che hai 10 amici, fidati e "collaudati" una gnocca, alcool, se fumi sigarette (io non fumo) film, musica ogni anno un viaggio cosa ti serve? la vera ribellione è questa o anche di meno!

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  4. Io sono stata una hikikomori quando ero adolescente: ero costretta a portare il busto, mi avevano imposto il liceo scientifico che odiavo, non mi piacevano i passatempi dei miei coetanei, la discoteca in primis, ed essendo lesbica non mi interessava avere rapporti con l'altro sesso e sono stata vittima di bullismo omofobo.
    Come ne sono uscita, visto che ero adolescente negli anni Ottanta? Crescendo, e potendo occuparmi in maniera libera delle cose che amavo. E comunque c'è ancora chi mi vede come stramba, perché scrivo e mi occupo di cultura come lavoro anziché cercare lavori tipo segretaria e simili, ovviamente non mi sono sposata, l'altro sesso non mi interessa e non ho voluto figli. Ma vabbé non si può piacere a tutti.

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    1. Ciao Elena, grazie per il commento. Il fatto che l'hikikomori inizi, nella quasi totalità dei casi, durante l'adolescenza non è affatto un caso. Crescere, ottenere una maggiore indipendenza, sono alcune delle chiavi per poter superare l'isolamento. Purtroppo, non sempre ciò accade e non tutti i ragazzi hanno la forza che tu hai avuto.
      Anche per seguire la propria strada, le proprie idee, ci vuole coraggio. Ma queste cose le saprai meglio di me.
      Buona fortuna, continua a seguirmi, a presto.

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  5. Io penso di essere stata Hikikomori a 13 anni circa. Mi ero chiusa in casa a giocare a uno di quegli MMORPG (giochi online, come fa Sato in Welcome to the NHK) e sono andata avanti così per un anno/un anno e mezzo. Il fatto è che avevo paura di uscire tra la gente, giudicante fino all'estremo. Mi sentivo presa in giro da tutti, proprio come se stessero ordendo un complotto contro di me, tutti quanti. Tuttavia, rispetto a quel periodo molto buio, ritengo di essere migliorata un beeeel po', ma non abbastanza!
    Non so se le mie ansie e la mia timidezza (che cerco di nascondere in ogni modo possibile) siano da ricollegare al mio periodo da hikikomori. Oggi penso di riuscire a dare un'impressione non troppo pessima alle altre persone, penso di riuscire a nascondere bene la mia timidezza e insicurezza, cerco di fare la "persona senza alcuna ansia e paura" scherzando, ascoltando e ridendo. Prima, a 13 anni, tutto ciò lo evitavo come la peste, quindi sì, direi che ho fatto non un passo ma un suuuper salto avanti!
    Però ripeto, rimangono alcune barriere, alcune ansie, che - a volte lo avverto - traspaiono da alcuni gesti e alcune espressioni su cui prima non rifletto bene. Io mi sento come un'attrice su un palco, di fronte a un pubblico molto critico, e l'essere fuori di casa è come una performance. Ultimamente però, le mie "abilità recitative" sono incrementate di molto.
    Non so se si possa uscire completamente da tutto ciò al punto di diventare ipersicura di me stessa, e se si può, non so se sto adottando il giusto metodo. Non so niente.

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    1. "Io mi sento come un'attrice su un palco, di fronte a un pubblico molto critico, e l'essere fuori di casa è come una performance." Bellissima frase, credo che riesca a esprimere al meglio ciò che molti hikikomori provano.
      Il nostro carattere ci condiziona e ci condizionerà per sempre, però possiamo migliorarci e arrivare a fare cose che prima erano per noi impensabili. Io escludo che un insicuro possa col tempo diventare ipersicuro, ma è possibile che riesca a lavorare su sé stesso a tal punto da riuscire ad avvicinarcisi. Sarà una banalità, ma nella vita si può andare avanti, si può andare indietro o stare fermi. Nonostante le difficoltà iniziali, sei riuscita a migliorarti e di questo dovresti andarne fiera. Non pensare a quello che ti manca, ma a quello che hai ottenuto. Non esiste un metodo giusto, ognuno devo trovare il proprio modo di vivere, che sarà inevitabilmente diverso da quello di tutti gli altri.
      Anch'io alle medie e alle superiori ero molto timido, solitario e spesso per questo venivo preso di mira. Ora sono migliorato molto, ma la timidezza di base non sparirà mai perché fa parte di me.
      Io per fortuna gli MMORPG gli ho conosciuti un po' più tardi, verso i 18 anni quando ero completamente preso da World of Warcraft e arrivavo a giocarci anche 6/7 ore al giorno. Passavo molto tempo in casa, però non ho mai sentito l'impulso a isolarmi. Avevo voglia di vedere gli amici e di uscire a bere qualcosa, andare a giocare a pallacanestro, ecc. Questo per dire che essere dipendente da un videogioco non vuol dire essere un hikikomori... anche nel tuo caso mi sembra di capire che il giocare fosse più una conseguenza della tua paura della gente piuttosto che una causa. Quello che fa di un ragazzo un hikikomori è la volontà di non aver contatti con il mondo esterno e questo a prescindere da cosa faccia quando si trova da solo nella propria stanza.
      Grazie per il tuo commento. :)

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  6. chi dice che lo era un hikikomori non lo e mai stato lo crede di esserlo ma non lo e inutile e come uno che dice a un tumore ma nn cela e quelo che cela sulserio muore quelo che ha finto a giocato con la vita dei altri predendo in giro suoi difetto giocandoci nn sa prendere le cose sulserio ci scherza su cosa che nn deve proprio fare e una cosa certa cosi pure per il hikikomori si muore tali queli autentici sono hikikomori veri uno che crede esserlo e solo un impostore e cosi il resto sono balle tutte cazzate da chi non gliene fa ne caldo ne fredo argomento non lo prendono sulserio prima lo capirano melio sara inutile le prese per il culo nn funzionano .

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  7. un hikikomori o lo e per sempre fino alla morte o pure non lo e per niente nn ce molto da fare. per uscirne da quela sindrome nn esiste cura ne modi ne medicine nepure crederci ai miracoli nepure esistono quindi poche balle esiste solo 1 metodo e quelo e sicuro che funziona ma tanto lo capirebe sollo un vero inteligente lo capirebbe e ci arriverebbe nn serve un gegno per arivarci.

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    1. Ciao ragazzo, chi ti risponde è un papà che ha un figlio oramai ventenne, che da sei anni si è isolato e la pensa come te.
      Voglio risponderti che , come mio figlio, sei in crisi profonda e nel inconscio avresti voglia di uscirne per vivere la tua vita e le tue esperienze, per fare si che questo avvenga ho provato di tutto ma se in te o in voi non scatta la molla che vi fa reagire non c'è nulla che possa curarvi. Hai ragione quando dici che chi lo ha lo ha per sempre fino alla morte, sara' brutto da dire (e questo vele anche per mio figlio) ma questa che vita è....? Il resto te lo lascio immaginare. Comunque voi avete i vostri problemi ma non vi rendete conto di quali sono le sofferenze di un padre, una madre una sorella. ...
      che vi amano e vi piangono ma vogliono il meglio per voi e non si arrendono a tentare di farvi capire quanto la vita è bella fuori da quella "scatola". Abbiate il coraggio di uscirne ed assaporare le cose terrene di tutti i giorni, che siano gioie o dolori ma è vita....!!! Altrimenti che senso ha andare avanti cosi?
      Pensaci.....
      In bocca al lupo.
      Un papà

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    2. ciao , anche io la penso , come te se sei un hikikomori lo rimani per sempre . io credo di esserlo visto che di estate rimango a casa tutti e 3 mesi sensa uscire mai solo per andare a fare la spesa e comprare il cibo . lo stesso faccio durante l'anno vado a scuola solo quel necessario per non essere bocciato con le assenze , secondo me non deve essere visto come un male è un meccanismo di auto difesa e uno stile di vita un po come i monaci .

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