mercoledì 25 febbraio 2015

Calo delle nascite in Giappone: quali sono le conseguenze sociali della "Libido Crisis"?



Il calo delle nascite in Giappone è ormai un problema allarmante. Secondo una stima fatta dal quotidiano ‘Asahi Shimbun’ la popolazione giapponese nel 2050 passerà dagli attuali 127,5 milioni di abitanti a 97,08 milioni.

Il Giappone è anche uno dei paesi (insieme all’Italia) con l’età media della popolazione più alta . Nel 2011 le vendite dei pannolini per adulti hanno superato quelle dei pannolini per bambini.


Le cause del calo delle nascite in Giappone

Sembrerà incredibile per chi conosce il Giappone come il paese dei “Love Hotel” a ore, dei manga con le ragazze dai seni giganteschi e delle violenze sessuali sulle metropolitane affollate. Eppure, una delle principali cause dietro al crollo delle nascite sembra proprio essere il calo del desiderio sessuale: quella che in Giappone viene definita senza mezzi termini una “libido crisis”.

In un sondaggio della Japan Family Planning Association (che ha coinvolto 3000 soggetti, metà maschi e metà femmine) il 49,4% degli intervistati ha dichiarato di non aver fatto sesso nel mese precedente. Il 21,3% degli uomini sposati ha affermato di essere troppo stanco dopo il lavoro. Il 23,8% delle donne ha definito il sesso “fastidioso” e più del 20% degli uomini tra i 25 e i 29 anni ha sostenuto di essere poco interessato all’attività sessuale.





Tra i giovani, invece, la scarsa attività sessuale sembra essere dovuta soprattutto a difficoltà relazionali. I rapporti reali vengono così sostituiti da quelli virtuali, come mostrato in questo documentario della BBC dal titolo eloquente “No sex please, we’re Japanese”, dove i ragazzi intervistati mostrano le proprie fidanziate all'interno di un videogame. 
Non è difficile ipotizzare che lo stereotipo femminile che infesta anime e manga (ragazze dolci e timide, minute ma con il seno gigante, impacciate e devote al maschio di turno) giochi un ruolo determinante nel plasmare le rappresentazioni mentali dei ragazzi, i quali faticheranno a ritrovare nelle ragazze reali il loro modello idealizzato.


Le misure per combattere il calo delle nascite in Giappone

Nonostante i 3 miliardi di yen stanziati dal primo ministro Shinzo Abe, il governo giapponese stenta a trovare contromisure di fronte a un crollo così drastico delle nascite. La confusione ha generato anche proposte assurde, come quella di Tomonaga Osada (membro del consiglio comunale di Shinshiro) che ha avanzato l’idea di distribuire preservativi bucati alle coppie sposate della città.

Tra le iniziative concrete messe in atto dal governo c'è un piano di finanziamento degli eventi di matchmaking (ovvero di incontri tra single) e una pressione sulle società affinché consentano ai propri dipendenti di lasciare il lavoro entro le 6 di sera in modo da rincasare prima e con maggiore energia.




Le ricadute sociali

Con il calo delle nascite aumenta anche la solitudine. Nella tradizione giapponese la famiglia era composta da diverse generazioni che vivevano sotto lo stesso tetto. Negli ultimi anni, invece, la tendenza è quella di vivere in solitudine all’interno di piccoli appartamenti.

E’ stato anche coniato un termine, kodokushi, per riferirsi al fenomeno sempre più frequente delle “morti solitarie” che riguarda soprattutto le persone non sposate e le coppie senza figli. Secondo le statistiche dell’Ufficio di Previdenza Sociale, nel 2008 le morti solitarie sono state più di 2200. Spesso i corpi vengono trovati dalle compagnie di trasloco dopo che sono trascorsi mesi dal decesso.


Che legame esiste tra calo delle nascite e hikikomori?

Con il decrescere della natalità diminuisce anche il numero di bambini per famiglia e, conseguentemente, il numero di figli unici aumenta.

Un figlio unico può disporre di una camera da letto tutta sua, è maggiormente soggetto alle aspettative e alla pressione dei genitori e, non avendo fratelli, svilupperà con maggiore facilità un legame di dipendenza con la madre (amae), soprattutto in quei casi in cui il padre è spesso fuori casa per lavoro. Sono queste tutte condizioni che posso favorire l'hikikomori.

Non a caso, secondo le statistiche, gli hikikomori sono spesso figli unici di genitori benestanti e altamente istruiti.


Conclusioni

Il calo delle nascite è indubbiamente uno dei fattori sociali che ha inciso sull’esplosione del fenomeno degli hikikomori.

A tal proposito è importante sottolineare come il Giappone non sia l'unico paese intento a fronteggiare una crisi di questo tipo. Molti paesi economicamente sviluppati hanno visto negli ultimi anni calare le proprie nascite e tra questi c’è anche l’Italia, che da ormai cinque anni consecutivi registra un tasso di natalità in costante calo.

Questo dato deve rappresentare un ulteriore campanello d’allarme e può aiutarci a capire perché il fenomeno degli hikikomori sta prendendo sempre più piede anche nel nostro paese.


5 commenti:

  1. Amilcare Boggiafeik26 febbraio 2015 15:00

    Davvero interessante. Non avevo mai ipotizzato che il calo delle nascite possa essere legato allo sviluppo della sindrome di hikikomori: quello che affermi mi sembra assolutamente condivisibile.
    La presenza di fratelli o sorelle - se, di certo, di per sé non scongiura dal rischio di incorrere nella sindrome in esame - sicuramente "allevia" le stortura insite in una scarsa o insufficiente capacità genitoriale, normalizzando i rapporti, "stemperandoli" con un soggetto terzo, creando sinergie che possano essere positive. Perché questo accada - tuttavia - è necessario, a mio giudizio, una prossimità anagrafica tra i fratelli, viceversa mancando una relazione paritetica che possa essere di fonte di benessere per l'individuo; interessante rilevare come la situazione di solitudine emotiva in cui incorre il figlio unico è anzi innalzata dalla presenza di un fratello o di una sorella di molto minori i quali vedano il maggiore come un modello: in detti casi si amplifica l'aspettativa (oltre che sociale) familiare, spesso causa concorrente della sindrome di hikikomori nei soggetti più permeabili.
    A mio modesto parere, la presenza di fratelli e di sorelle quanto più possibile coetanei è oramai una necessità, e non più una scelta. Considerato che decine di ragioni sociali ed economiche portano gli individui (spesso egoisticamente) ad avere figli in età sempre più elevata, ed evidenziato il costante aumento della velocità dei mutamenti dei costumi nel tempo, è oramai evidente a tutti la sempre maggiore difficoltà di comunicazione tra genitori e figli: l'una e l'altra generazione possono e devono impiegare tutte le energie possibili nella comprensione reciproca, ma resterà sempre un margine incolmabile dato dall'appartenenza ad epoche e gruppi anagrafici e sociali diversi. Orbene, questo margine incolmabile deve essere superato attraverso la presenza di fratelli e sorelli coetanei, da un lato intranei alla famiglia - come i genitori -, dall'altro figure diverse e di maggiore prossimità relazionale all'interno della stessa. Viceversa, l'assenza di fratelli e sorelle coetanei rende il contesto familiare - nel migliore dei casi - insoddisfacente, problema quanto mai complesso perché determinerà un impatto su ogni altra relazione del figlio unico il quale - nella migliore delle ipotesi - non vedrà nella famiglia un contesto positivo, ma anzi un impaccio, qualcosa dal quale astenersi. A conferma di ciò, non è proprio la nostra generazione, figlia degli anni della c.d. contestazione e della prima palesazione del contrasto intergenerazionale, a cominciare drasticamente a rivalutare negativamente il modello familiare e soprattutto l'idea di avere dei figli? Una breve ricerca sulle coppie "childfree" può illuminare sul punto.
    In tutto ciò, a rigore, non v'è nulla di male: anzi, sono fiero sostenitore dell'astensione dall'avere figli se l'alternativa è avere figli non frutto di un'attenta valutazione e di un costante desiderio in tal senso. Eppure, non v'è dubbio che il non voler avere figli (scelta più che legittima e spesso saggia, ripeto) sia il frutto di una propria esperienza familiare non soddisfacente; e quest'ultima - sì disagevole - ben può essere prevenuta da fratelli e sorelle coetanei.
    Detta insoddisfazione - mi permetto di ipotizzare - trova nella sindrome di hikikomori il proprio archetipo: si nega tutto, anche il rapporto familiare, o meglio quel determinato rapporto familiare, fonte di negatività, di pressione, di incomprensione o almeno di insoddisfazione. In ciò la sindrome di hikikomori è veramente una reazione medicalmente patologica o non è piuttosto la più coerente delle ratifiche di uno stato di fatto comunque sussistente?

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    1. Il Giappone e il resto del mond sono sovraffollati e si pretende anche di contrastare il calo di natalità? Ma ben venga ... Gli hikikomori hanno capito la verità profonda della vita ... è tutta una cazzata.

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    2. E ti pareva che l' utente con il nick diceva cose interessanti mentre l' anonimo roba buttata la?!? XD

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    3. "A conferma di ciò, non è proprio la nostra generazione, figlia degli anni della c.d. contestazione e della prima palesazione del contrasto intergenerazionale, a cominciare drasticamente a rivalutare negativamente il modello familiare e soprattutto l'idea di avere dei figli?"

      In effetti dagli anni 70 perlomeno in generale il numero di figli per famiglia è piuttosto diminuito!

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  2. Interessante e curioso che alcuni di questi aspetti combacino con il nostro paese, anche se le cause sono un pochino diverse.

    "Non è difficile ipotizzare che lo stereotipo femminile che infesta anime e manga (ragazze dolci e timide, minute ma con il seno gigante, impacciate e devote al maschio di turno) giochi un ruolo determinante nel plasmare le rappresentazioni mentali dei ragazzi, i quali faticheranno a ritrovare nelle ragazze reali il loro modello idealizzato."

    Beh, questo penso riguardi una piccola parte, però è vero che questo stereotipo del menga (soprattutto le finte forti che poi hanno bisogno del tizio qualunque di turno) ed offensivo per le donne faccia più danni che altro. Sti otaku maniaci sognano il mondo solo con loro, donnoni e o ragazze disegnate in modo infantile che sbavino per loro! Mah! Infatti in ste seriacce anziani, bambine, ragazze normali... o non compaiono per niente o fanno da comparse! Mah! Avete notato che in molte serie degli ultimi anni non compaiono più "brutti", omaccioni, cicciotti, zarre... e non disegnano quasi più lentigini e brufoli (vabbé che in molti casi a malapena fanno il naso XD)? Tutti pucciosi e pucciose, tutti con la pelle levigata, tutti carini e carine... mah!

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