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Molti genitori ci contattano in panico e con il solo scopo di trovare uno psicologo che possa prendere in carico il figlio.
Questo non è il nostro metodo di lavoro.
Noi crediamo che bisogna partire assolutamente dai genitori, per diversi motivi:
1 - È la famiglia ad avere un problema, non solo l'hikikomori
Il nostro è un approccio sistemico, per un semplice motivo: se le dinamiche famigliari si sono alterate a tal punto da creare in casa una condizione di grave malessere che contagia tutti i membri, intervenire solo sull'hikikomori non ha senso, in quanto il problema non sta lì, o almeno, non solo lì. Nel corso della nostra esistenza, siamo infatti entrati in contatto con tantissimi ragazzi isolati che hanno condotto per anni una psicoterapia individuale senza alcun beneficio.
2 - È necessario un cambio di approccio
Molti genitori hanno sviluppato nel tempo un atteggiamento errato nei confronti del problema, vivendolo con ansia smisurata. Tale ansia viene proiettata sotto forma di pressione nei confronti dell'hikikomori, contribuendo a generare o ad aggravare il suo stato di isolamento. Per questo motivo, finché i genitori non cambieranno approccio nei suoi confronti, qualunque intervento individuale non porterà a niente.
Qual è il nostro metodo di lavoro?
STEP 2 -Apprendere la natura del problema e le sue dinamiche attraverso articoli, video e post. L'auto-formazione è un passaggio fondamentale perché i genitori sono i primi "co-terapeuti". Nessuno potrà prendere il loro posto da questo punto di vista.
STEP 3 - Includere i genitori nei nostri gruppi regionali in modo che possano partecipare fisicamente agli incontri in presenza di un nostro psicologo (specializzato su questo tipo di problematica), aumentando ulteriormente la propria consapevolezza nei confronti del problema e assimilando quelle che sono le nostro buone prassi.
STEP 4 - Noi crediamo fortemente che, a livello terapeutico, sia importante che il genitore si impegni attivamente nelle azioni di sensibilizzazione dell'Associazione (compatibilmente con i propri impegni, con le proprie energie e con le proprie competenze). Questo perché lo aiuta a spostare il focus del problema (e quindi anche la propria ansia e la propria paura) dalla condizione specifica del figlio, ad una visione più generale. Il nostro obiettivo è agire su più livelli, non solo sul microsistema familiare, ma anche su quello scolastico e sociale.
STEP 5 - Arrivati a questa fase, in base alla nostra esperienza, l'approccio al problema del genitore sarà migliorato e, conseguentemente, anche la condizione del figlio, che tenderà a riaprirsi con lui. Perché questo passaggio è fondamentale? Perché se l'hikikomori non riesce nemmeno a vivere l'ambiente casalingo con tranquillità, come possiamo sperare che riesca a farlo nella società? Bisogna andare per gradi, non esiste una bacchetta magica!
STEP 6 - A questo punto, e solo a questo punto, l'hikikomori, supportato da una rinnovata relazione di fiducia con i genitori (è fondamentale la complicità di entrambi) può essere aiutato a intraprendere un percorso di risocializzazione supportato, qualora fosse necessario, da una figura professionale competente. Tutto dovrà essere totalmente concordato e nulla dovrà essere fatto alle sue spalle. È necessaria una relazione di totale trasparenza.
Capite bene allora che passare dallo STEP 1 allo STEP 6 non sia fattibile. Aiutare un hikikomori richiede tempo e pazienza (elemento che non deve mai mancare).
Non abbiamo l'ambizione di avere la verità in tasca, non abbiamo identificato la "soluzione" definitiva al problema (ammesso che ce ne sia una), ma lavorando in questo modo stiamo avendo dei risultati concreti. Decine e decine di casi di successo che solo fino a qualche anno fa erano impensabili.