lunedì 4 settembre 2017

I tre stadi dell'hikikomori: dai primi campanelli d'allarme all'isolamento totale



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La definizione originaria giapponese di hikikomori prevede che il soggetto sia isolato completamente per un tempo minimo di 6 mesi. 

Personalmente, ritengo poco sensato e scarsamente utile in termini pratici fare riferimento a tale definizione in modo rigido.

L'hikikomori, per come lo intendo io, è una pulsione all'isolamento sociale che può essere più o meno intensa e meglio o peggio contrastata dal soggetto che la esperisce in base a una serie di fattori personali e ambientali (temperamento, ambiente famigliare, ambiente scolastico, ambiente sociale, ecc.).

L'isolamento totale e prolungato descritto nella definizione precedentemente citata, non è che l'ultima fase di un processo graduale, ovvero quando il soggetto che percepisce la pulsione a isolarsi, decide, per una serie di concause, di abbandonarsi a essa e smettere di provare a contrastarla.



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Sulla base dei miei studi, ho ipotizzato di suddividere l'hikikomori in 3 stadi:



Primo stadio


Il ragazzo o la ragazza comincia a percepire la pulsione all'isolamento sociale, senza però riuscire a elaborarla consciamente. Si accorge di provare malessere quando si relaziona con altre persone, trovando maggiore sollievo nella solitudine.

In questa fase, tuttavia, l'hikikomori prova a contrastare tale pulsione, continuando a mantenere delle attività sociali che richiedono un contatto diretto con il mondo esterno, nonostante il malessere provocatogli da quest'ultime lo portino a preferire le relazioni virtuali.

I comportamenti che caratterizzano questo stadio sono: il rifiuto saltuario di andare a scuola utilizzando scuse di qualsiasi genere, il progressivo abbandono di tutte le attività "parallele" che richiedono un contatto diretto con il mondo esterno (per esempio, le attività sportive), una graduale inversione del ritmo sonno-veglia e la preferenza per attività solitarie (soprattutto legate alle nuove tecnologie, come, per esempio, i videogames o il consumo sregolato di serie TV sui portali di streaming).


Secondo stadio


Il ragazzo o la ragazza comincia a elaborare consciamente la pulsione all'isolamento e ad attribuirla razionalmente ad alcune relazioni o situazioni sociali.

È in questa fase che si cominciano a rifiutare puntualmente le proposte di uscita degli amici, si abbandona progressivamente la scuola, si inverte totalmente il ritmo sonno-veglia e si trascorre la quasi totalità del proprio tempo chiusi nella camera da letto dedicandosi ad attività solitarie.

I contatti sociali con il mondo esterno si limitano ora quasi esclusivamente a quelli virtuali, coltivati attraverso il web soprattutto utilizzando chat, forum e giochi online. Viene mantenuto anche un rapporto (spesso conflittuale) con i genitori e gli altri membri della famiglia.



Terzo stadio


Il ragazzo o la ragazza decide di abbandonarsi completamente alla pulsione di isolamento sociale e si allontana progressivamente anche dai genitori e dalle relazioni sviluppate in rete.

Quest'ultime diventano per lui o per lei fonte di grande malessere, in un modo simile alle relazioni sociali canoniche.

L'hikikomori sprofonda in un isolamento pressoché totale, esponendosi a un grande rischio di sviluppare psicopatologie (soprattutto di natura depressiva e paranoide).



L'hikikomori non è statico


Ci tengo a sottolineare come queste fasi non siano da intendere in modo rigido, ma come un continuum dinamico che può comportare un'alternanza periodica tra i vari stadi, lunghi periodi di stabilizzazione, repentine regressioni, ricadute o miglioramenti.

È possibile, inoltre, individuare delle sottofasi intermedie. Il concetto importante, ciò che mi preme comunicare attraverso questo articolo, è che l'hikikomori non è un qualcosa di statico, ma una condizione instabile e in continua evoluzione.



L'importanza della prevenzione


Una volta che l'hikikomori ha raggiunto il terzo stadio, riuscire a riportarlo alla vita sociale è molto complesso e spesso richiede un intervento lungo, intenso e articolato, che potrebbe durare potenzialmente anche anni.

Per questo motivo è fondamentale intervenire già nel primo stadio, quando si manifestano i primi campanelli d'allarme. In questa fase i genitori devono cercare di aumentare i momenti di comunicazione con il figlio, provando a indagare a fondo quali siano le motivazioni intime che provocano i comportamenti di isolamento.

Nel momento in cui si ha la percezione che tali comportamenti siano in fase di peggioramento e si avvicinino a quelli descritti nel secondo stadio, è importante che i familiari cerchino immediatamente il supporto di un professionista esterno, senza aspettare che l'isolamento si concretizzi.





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17 commenti:

  1. Mi rendo conto che se ciò accade a dei ragazzi è sicuramente allarmante, credo però, che,se un adulto opera una tale scelta di vita coscientemente, la definizione sia molto più tranquilla. Come mai questo tipo di isolamento ha un nome giapponese?

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    1. Ha un nome giapponese perché i primi casi si sono registrati in Giappone.
      Hikikomori letteralmente vuol dire "stare in disparte". Un adulto che sceglie di ritirarsi socialmente non è un hikikomori ma probabilmente un eremita .
      (Non sono uno psicologo.)
      Che vuole dire con "credo che la definizione sia molto più tranquilla"?

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    2. Errata corrige
      Sono stati* (non 'si sono')

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  2. Se vogliono stare sol che problema vi diamo, non vi rovinano la vita

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  3. Possibile uno sviluppo in età adulta?
    Sto attraversando un periodo di seria repulsione nei riguardi del mondo intero, le mie relazioni sociali sono ridotte all'osso, esco poco di casa e se potessi non uscirei per niente... qualche consiglio?

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    1. Sì, assolutamente possibile. Consigli generici è sempre difficile darli, dovrei conoscere bene la tua storia. Quello che mi sento di dirti e di non abbandonarti alla pulsione di isolamento sociale, ma di contrastarla in ogni modo. Una volta che l'isolamento si concretizza è difficile da sconfiggere.

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  4. Io purtroppo ho una figlia di 15 anni ,che ormai da qualche anno ha questa cosa di stare sempre isolata .non ha alcun tipo di interesse se non quello Delle serie TV,e sempre giubdi morale ,non di lava volentieri eccc,non so più come fare per farla uscire da questa cosa

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    1. Ciao, entra nel nostro gruppo dedicato ai genitori: http://www.hikikomoriitalia.it/p/gruppo-genitori.html

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  5. Ho un figlio bellissimo di 14 anni che non vuole più andare a scuola. La storia comincia da un rapporto con un insegnante che gli ha consegnato un brutto voto facendogli capire che lui era sbagliato e il tutto davanti ai compagni. Sono 3 anni che fugge quando la situazione si ripresenta anche con altri , cambia scuole , ed ormai da 2 mesi non va più e la mattina resta chiuso in camera. Ha ancora contatti esterni con coetanei coi quali finge di andare ancora a scuola. Purtroppo ci sono tanti insegnanti incapaci di capire che ognuno ha la propria sensibilità e certe parole e atteggiamenti fanno danni pesanti. Lo facciamo seguire da tempo da psicologi ma anche qui è complesso trovare quello giusto e per noi genitori accettare.

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    1. Ciao, ti invito a entrare nel nostro gruppo Facebook dedicato ai genitori dove troverai centinaia di altre famiglie che stanno vivendo o hanno vissuto un'esperienza simile alla tua: http://www.hikikomoriitalia.it/p/gruppo-genitori.html

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  6. Ho un figlio di 23 anni che già da adolescente ha mostrato un carattere chiuso e con una visione pessimista e negativa della famiglia e della società. Spesso chiuso in camera con i videogiochi. Poche amicizie che ora non esistono nemmeno più. Ha un lavoro che all'inizio sembrava soddusfarlo ma ora non è più così e vorrebbe licenziarsi. Ha trovato lavoro poco dopo che il padre ha lasciato la famiglia per un'altra donna. Il figlio all'inizio credeva che il padre avesse lasciato solo me e che il suo rapporto col padre rimanesse vivo. Invece il padre si è risposato ed è andato a vivere en Germania. Il figlio ha capito che l'abbandono era anche suo. Non so se c'è relazione col peggioramento del figlio però la coincidenza temporale esiste. Vorrei poter intervenire prima che sia troppo tardi chiedendo aiuto a figure professionali che sanno come intervenire. Abitiamo a Roma. A chi rivolgersi?

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    1. Ciao Fabrizia, entra nella nostra associazione dedicata ai genitori, troverai supporto e ti aiuterà a trovare la strada giusta da seguire con tuo figlio. Scrivi a info@hikikomoriitalia.it

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  7. Mio figlio ha quasi 17 anni chiuso timido critico odia tutto e tutti scuola tra bocciature e assenze ad ottobre iniziera(iniziera ma dubito durerà molto)il recoprero di 2/3/4 liceo in scuola privata.Lui dal 1 aprile è fisso a casa ,uscite 1 volta al mese citta lontane da compagni conosciuti online durata di un paio di giorni.Mi odia nervoso .e ho parlato a scuola qui liceo scientifico di Empoli....nessun aiuto....medico di base nulla asl ...niente.Lui da una psicologa non andrà MAI ...Nessuna speranza..

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  8. Io per anni ho vissuto in un pseudo isolamento psicologico e sociale. Non era un vero e proprio isolamento fisico... uscivo e tutto il resto... però mi limitavo a fare determinate cose, non volevo relazionarmi a molta gente (tendo a balbettare e voglio nascondermi) e poi in casa mi chiudevo in stanza e nessuno doveva disturbarmi.
    Crescendo tutto è cambiato, anche se riconosco moltissimi meccanismi hikikomori. Non è appunto un qualcosa di stabile, ma va a periodi...

    Purtroppo ho subito svariati cambiamenti drastici nella mia vita. Per 10 anni ho abbandonato gli studi e la mia vita, obbligato a lavorare - anche in posti per me non idonei - e soffocando la mia volontà, il mio desiderio, i miei sogni.
    Fatemi passare il termine, ma penso di essere passato da un comportamento hikikomori visibile ad uno interiore/invisibile. L'unica cosa che è rimasta è la mia stanza... quella rappresenta il mio massimo isolamento, quando sono in casa. Si c'è il pc, la serie tv, il libro... ma non è quello... è il Silenzio. Io ricerco quello. Il silenzio per me stesso, tanto che a volte vorrei zittire persino la mente. Il desiderio di andarmene chissà dove senza nessuno... Non a caso molti anni fa allontanai tutti (famiglia e amici) restando solo. Tendo spesso a fare tabula rasa attorno a me... Non so spiegarlo quello che sento dentro...
    Ho voluto condividere un po' della mia storia e del mio pensiero. Penso che questa vostra iniziativa serva a comprendere meglio il tutto e accettarsi. Ci sono svariate forme di hikikomori, come anche di altre pseudo patologie, quindi... già l'essere qui a condividere un'esperienza è tanto.

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  9. Mio figlio ha 15 anni. Ho letto i vostri articoli e ci sono molte caratteristiche che corrispondono in pieno. Rofiuta qualsiasi aiuto e io sono molto preoccupata.

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  10. mio figlio ha 16 anni è molto bravo a scuola ma non esce con amici e sta volentieri in casa a giocare. Magari anche con compagni.non ha stimolo e piacere a uscire con amici se non raramente. Devo capire se necessario intervenire e come. Grazie

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    1. Ti aspettiamo nella nostra associazione, a partire dal gruppo Facebook: https://www.facebook.com/groups/hikikomoriitaliagenitori/

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