mercoledì 13 giugno 2018

Come approcciare un hikikomori: buone prassi e comportamenti da evitare





Avere a che fare con un hikikomori rappresenta una compito delicato per chiunque, si tratti di un genitore, di un insegnante, di un amico o di uno psicologo, dal momento che ci si trova a doversi relazionare con persone profondamente negative, sfiduciate e disilluse nei confronti dei rapporti interpersonali.

Per non essere respinti bisogna cercare di aggirare le barriere che hanno eretto nei confronti del mondo sociale, evitando qualsiasi tipo di forzatura o atteggiamento supponente, ma ponendosi come degli interlocutori umili, empatici e non giudicanti.



Losing You - LY



In questo post ho voluto provare a riassumere i comportamenti che, sulla base della mia esperienza, si sono rivelati propedeutici a raggiungere dei risultati positivi e quelli che, al contrario, tendono a generare nell'hikikomori ulteriore chiusura e possono, talvolta, aggravarne la condizione di isolamento.



Comportamenti consigliati



1. Riconoscerne la sofferenza


Anche se la scelta di un hikikomori può sembrare assurda e incomprensibile, è necessario abbattere le proprie barriere mentali e sforzarsi di comprendere realmente il profondo disagio sociale ed esistenziale che egli sperimenta, senza banalizzarlo o sminuirlo in nessun modo.


2. Allentare la pressione di realizzazione sociale


L'hikikomori si isola per fuggire dalla competizione sociale e ricerca nella propria abitazione un luogo sicuro dove non essere osservato e, dunque, giudicato. È importante quindi assumere nei suoi confronti un atteggiamento che non venga percepito come un'ulteriore fonte di pressione da cui allontanarsi.


3. Cercare il confronto


Allentare la pressione non significa evitare a tutti i costi il conflitto, che anzi, se gestito correttamente, può rivelarsi uno strumento importante per sbloccare situazioni anche complesse. Il fine ultimo di tale conflitto, però, dovrà sempre essere quello di stimolare un dialogo e una riflessione critica sul problema, non di manipolare le sue intenzioni.


4. Interpretare il problema a livello sistemico


Pensare che l'hikikomori sia un problema che riguarda solamente il singolo individuo è scorretto. Bisogna invece riuscire a osservarlo in un'ottica sistemica, andando ad agire su tutti quei fattori, sociali, scolastici o famigliari, che possono avere un impatto sulla condizione di isolamento. Non a caso le azioni di supporto della nostra associazione partono sempre dai genitori.


5. Responsabilizzarlo


Soprattutto nel caso degli hikikomori adulti, è importante che si sentano trattati alla pari e non con un atteggiamento di superiorità, oppure come degli eterni bambini che necessitano di essere costantemente educati. Fondamentale, in questo senso, concedere loro gli spazi, l'intimità e l'autonomia decisionale di cui necessitano, ma, allo stesso tempo, responsabilizzarli circa l'effetto che i loro comportamenti hanno sulle persone che li circondano e non essere pronti a soddisfare ogni loro necessità.


6. Essere trasparenti


Capita spesso che i genitori si muovano all'insaputa del figlio con l'intento di aiutarlo, ma questo contribuisce a generare un rapporto di sfiducia e sospetto. È allora importante che qualsiasi azione intrapresa nei suoi confronti sia condivisa e, se possibile, concordata.


7. Spezzarne la routine


Dal momento che gli hikikomori tendono a sviluppare una routine rigida e solitaria, è importante provare in tutti i modi a coinvolgerli in attività che li aiutino a evadere dai propri schemi e creino una discontinuità rispetto al proprio isolamento.


8. Focalizzarsi sul benessere


Quando si vuole aiutare un hikikomori, non bisogna mai dimenticarsi che la priorità rimane quella di aiutarlo a stare meglio, non quella di recuperare immediatamente la frequenza scolastica o la carriera sociale interrotta.




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Comportamenti da evitare




1. Assumere un atteggiamento iperprotettivo o assistenzialista


Quando un hikikomori inizia a isolarsi, capita spesso che il genitore reagisca istintivamente aumentando il proprio grado di protezione sul figlio. Questo comportamento, tuttavia, rischia di ostacolare la sua crescita psicologica e sociale, impedendogli di sperimentare situazioni di insuccesso e delusione.


2. Intraprendere azioni coercitive


Per quanto possa essere complessa la situazione di un hikikomori, assumere nei suoi confronti un atteggiamento di imposizione non produce quasi mai effetti positivi. L'azione più comune è quella di privarlo forzatamente di internet, scambiandolo per la causa del problema, ma condannandolo, invece, a una condizione di isolamento ancor più netta e pericolosa.


3. Abnegarsi e rinunciare al proprio benessere


Può capire che un genitore arrivi a rinunciare al proprio benessere personale nel tentativo di aiutare in tutti i modi il figlio hikikomori, ottenendo però l'effetto opposto. Tale atteggiamento, infatti, non fa altro che aumentare la pressione e il senso di colpa sperimentato dal ragazzo.


4. Trattarlo come un malato


Quando un hikikomori percepisce che la persona che si propone di aiutarlo lo considera alla stregua di un malato da curare, automaticamente reagirà con orgoglio e tenderà ad allontanare tale persona.


5. Giudicarlo per la propria condizione


Per riuscire a rapportarsi con un hikikomori è necessario sospendere qualsiasi tipo di giudizio sulla sua decisione di isolamento, concentrandosi, invece, sul suo malessere e sulle cause che lo hanno portato a tale scelta.


6. Pressarlo affinché ritorni a scuola o frequenti gli amici


Quando un hikikomori abbandona la scuola o gli amici, un genitore proverà istintivamente a convincere il figlio a tornare sui suoi passi. Questo tipo di atteggiamento solitamente aggrava la situazione e rischia di produrre l'effetto opposto, generando in lui la sensazione di non essere compreso nel proprio malessere.




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Conclusioni


In questo articolo ho voluto provare a espormi, riportando dei comportamenti che, osservati in modo ripetuto, hanno spesso prodotto il medesimo effetto.

Ovviamente quanto riportato non dev'essere adottato acriticamente, ma calato sul singolo caso. Ogni hikikomori ha la sua storie e le sue peculiarità, che lo rendono unico e non inquadrabile all'interno di un pacchetto preconfezionato di azioni.

Per questo motivo, invito tutti coloro che si trovassero nella condizione di avere a che fare con un hikikomori, a rivolgersi a un professionista che possa supportarli e guidarli nelle proprie azioni quotidiane. A tal proposito abbiamo recentemente aperto uno sportello gratuito online, che può essere utilizzato proprio in un'ottica di orientamento.



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