venerdì 17 novembre 2017

Hikikomori giapponesi e hikikomori italiani: ecco perché sono diversi



Sono ancora molti quelli che sostengono che l'hikikomori sia un fenomeno esclusivamente giapponese, legato inscindibilmente agli aspetti culturali. Personalmente ho sempre ribadito il mio disaccordo rispetto a questa tesi, sostenendo che si trattasse, invece, di un fenomeno sociale che riguarda tutte le nazioni economicamente sviluppate del pianeta. 

Attenzione però, questo non significa che gli hikikomori siano tutti uguali. Esistono delle differenze, anche considerevoli, tra una nazione e l'altra. Da cosa sono dovute? In questo post ho cercato di formulare la mia ipotesi.


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Le cause culturali


È evidente e innegabile che la cultura giapponese abbia tutta una serie di fattori che contribuiscono a generare un terreno particolarmente fertile per la diffusione del fenomeno. 

Pensiamo, per esempio, al sistema sociale e scolastico ultra competitivo o al ruolo della figura paterna, spesso assente, sia sul piano fisico, a causa di orari di lavoro estenuanti, sia sul piano emotivo. Tale lacuna provocherebbe uno sbilanciamento del ruolo genitoriale sulla madre, la quale tenderà a sviluppare con il figlio un rapporto simbiotico di dipendenza (definito in Giappone con il termine "amae"), un atteggiamento iperprotettivo che impedirà al giovane di sviluppare quelle competenze necessarie per reagire alle delusioni della vita.

A queste si possono aggiungere numerose altre concause socio-culturali, come, ad esempio, il bullismo, particolarmente doloroso in una società collettivistica come quella giapponese, dove essere esclusi dal gruppo significa aver fallito socialmente, oppure l'assenza di dogmi religiosi alla quale potersi appigliare per non sprofondare nella depressione esistenziale, nonché un calo drastico delle nascite e un conseguente aumento dei figli unici.

Ho dedicato un post a ognuna di queste tematiche, quindi non voglio dilungarmi, ma il concetto che mi preme far passare è che le concause culturali, sociali, familiari e caratteriali alla base dell'hikikomori sono potenzialmente infinite e diventa davvero complesso provare a individuarle tutte senza scadere in forzature e generalizzazioni.


Le pressioni di realizzazione sociale


Tutti gli aspetti di cui abbiamo parlato hanno in comune una cosa, ovvero contribuiscono ad aumentare l'esposizione e la vulnerabilità alla cosiddetta "pressione di realizzazione sociale", che personalmente ho sempre indicato come la causa madre dell'hikikomori.

Le fonti dalle quali proviene tale pressione sono davvero numerose e variano da persona a persona. Alcuni soffriranno maggiormente le pressioni scolastiche, altri quelle lavorative, altri ancora quelle relative all'accettazione dei pari (ad esempio, devi essere alla moda, devi essere abile a comunicare, devi essere simpatico, devi essere sportivo, ecc.). Tutto dipende dalle proprie caratteristiche personali, così come dal contesto sociale, culturale e familiare.

L'hikikomori, attraverso il ritiro, vuole fuggire da tali pressioni, divenute con il tempo insostenibili, e ritirarsi, sostanzialmente, dalla "gara".


Le differenze tra hikikomori italiani e giapponesi


Le pressioni di realizzazione sociale sono molto forti in tutte le società capitalistiche economicamente sviluppate, non solo in Giappone.

Il contesto sociale nipponico è sicuramente uno dei più competitivi, e non è certo un caso se gli hikikomori nel Paese del Sol levante sono centinaia di migliaia, ma le caratteristiche culturali rappresentano solamente un fattore: non sono in grado, da sole, di giustificare l'esclusività di tale fenomeno.

Seppur con le dovute proporzioni, infatti, anche in Italia le pressioni sociali sono molto forti e ci sono tutta una serie di fattori socio-culturali che favoriscono lo sviluppo dell'hikikomori. Per esempio, il calo delle nascite e il conseguente aumento dei figli unici (particolarmente esposti a tali pressioni), oppure l'allontanamento delle nuove generazioni dalle ideologie religiose, una crisi economica che rende più difficile l'ingresso nel mondo del lavoro, nonché un'esplosione della cultura dell'immagine esasperata dalla diffusione capillare dei social network. Questo solo per citarne alcune.

E sono proprio le diverse fonti di pressione sociale a determinare le differenze tra gli hikikomori.

Per fare un esempio concreto, sembra che gli hikikomori italiani non si isolino del tutto all'interno del contesto familiare, ma conservino dei contatti, seppur conflittuali, con genitori e parenti. Gli hikikomori giapponesi, al contrario, tendono a recludersi completamente, tagliando qualsiasi tipo di rapporto, anche con i familiari.

Perché questa differenza?

Perché per gli hikikomori giapponesi i genitori rappresentano, culturalmente, una fonte di pressione sociale più forte rispetto a quanto lo siano i genitori italiani per i loro figli.

Questo discorso può essere fatto per tutte le differenze che esistono tra una nazione e l'altra, ma non solo, anche tra una regione e l'altra. È probabile, infatti, che gli hikikomori del Nord Italia abbiano delle caratteristiche diverse rispetto a quelli del Sud Italia e così via.


Conclusioni


L'hikikomori non è un fenomeno esclusivamente giapponese, come si riteneva in principio, ma riguarda tutte le nazioni sviluppate del mondo, seppur in misura diversa e con caratteristiche differenti.

Gli hikikomori di ogni nazione avranno le proprie peculiarità, determinate, come detto, dalle differenti fonti di pressione sociale, le quali possono variare, sia in base alle caratteristiche personali, sia in base alle differenze socio-culturali.





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